domenica 17 luglio 2011
Cursed - "III: Architects Of Troubled Sleep" (2008)
Ammettiamolo pure: ricopriamo determinati avvenimenti del nostro ormai sepolto passato di un'aura speciale, spesso frutto di una inconsapevole fiction di noi stessi. E questo indipendentemente dalle nostre più o meno stabili credenze. Come un caffè può assumere il peso di un monito così lo può fare, a maggior ragione, un disco. Di sicuro quest'opera ultima dei canadesi Cursed eserciterà un fascino umbratile: non ha alcuna importanza la cosmogonia di cui vi possiate credere parte.Uscito nel 2008 a tre anni dal predecessore "II", questo ultimo tassello del trittico è forse il disco più maturo a sorgere dall'apparentemente caotico calderone sonoro della band di Toronto. Non ci sono molte parole per descrivere le sensazioni che queste note mi hanno provocato all'ascolto. Un grande dono della sintesi a forgiare un mix in costante bilico tra le più disparate attitudini "estreme" verso l'onda sonora: questo è principalmente ciò che fa ancora sentire la mancanza di una band come i Cursed, in grado di offendere senza requie timpani, ossa e intelletti. Proseguendo il cammino intrapreso dai due precedenti dischi, "III" si presenta con un paio di tirate di schioppo imbastardite dal crustcore della più recente scuola americana: Tragedy, His Hero Is Gone e From Ashes Rise sembrerebbero essere gli spettri che abitano le strutture di "Night Terrors" e della successiva "Magic Fingers". Niente di più sbagliato sarebbe credere che ci si fermi alla semplice sporcizia sonora. A dare corpo ad una tracklist piuttosto variegata ci penseranno le tracce successive, corredo della più che spiccata propensione del gruppo a calcare differenti territori: il "r'n'r" di "Antihero Resuscitator" o le opprimenti ritmiche sludge di "Friends In The Music Business" e "III"? E' un invito ad arraffare tutto, non a selezionare. La capacità della band è forse qui espressa al limite del possibile e, magari, è proprio la funesta fine dell'avventura in questione (un furto tout court durante l'ultimo tour europeo) ad essere un condensato di quella crudeltà che, oltre ad animare i propositi sonori di questo piccolo gioiello, si fa colonna portante del fluire quotidiano. Sporco, casuale: ma non troppo.
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Boredrome!
In sala d'attesa ci si annoia: c'è chi fatica a salutare, chi dondola su sé stesso scandendo i secondi persi e chi tempesta di nervosa empatia l'ultimo arrivato. Le riviste, solitamente, fanno Schifo. Ecco perché indossiamo le cuffiette. Farsi cullare dal suono è in fondo un buon modo per dimenticarsi che dal dottore, prima o poi, ci finiamo tutti.
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Quel che troverete postato e/o recensito su questo blog è tutto fuorché frutto di uno sforzo remunerato. Inutile aggiungere che qualsiasi materiale disponibile al download non sia legato ad un nostro upload.
Supportate gli artisti in questione.
Amen.
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