mercoledì 23 novembre 2011

Plebeian Grandstand - "How Hate Is Hard To Define" (2010)

Quanto odio. Quanto odio sgorga dalla musica e dai testi dei Plebeian Grandstand, che dalla tribuna plebea di Tolosa fan partire i loro strali e la loro rabbia verso il tutto e i tutti, i belli e i brutti, lo Shuttle e lo Sputnik e ogni cosa che faccia rima ed assonanza, visto che l'odio è universale.
Il suono è molto improntato ad una scuola chaotic hardcore, molto à-la-Converge e à-la-primocddeiNormaJean in un certo senso, che li pone in maniera differente rispetto all'hardcore-screamo medio ed alla direzione intrapresa dai loro più famosi amicici di Lione, i Celeste. 
Per essere HARDCORE fanno canzoni di durata un pò lunga, ma cioè, è comunque sempre pieno di sfuriate di batteria che neanche la sindrome di Tourette e di trovate spezzaritmo\ossa\quant'altro: spendete cinque minuti della vostra vita e date una chance ai Plebeian Grandstand. Vi potrebbero dare un franch kiss.

                                                                                                   (Un certain graçon)

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Boredrome!

In sala d'attesa ci si annoia: c'è chi fatica a salutare, chi dondola su sé stesso scandendo i secondi persi e chi tempesta di nervosa empatia l'ultimo arrivato. Le riviste, solitamente, fanno Schifo. Ecco perché indossiamo le cuffiette. Farsi cullare dal suono è in fondo un buon modo per dimenticarsi che dal dottore, prima o poi, ci finiamo tutti.

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Amen.

Adfrì

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