sabato 25 giugno 2011

The Black Dahlia Murder – “Ritual” (2011)


Probabilmente l'album qualcosa-core dell'estate 2011. Il quintetto americano, già famoso e apprezzato praticamente ovunque, continua a macinare strada e ad ogni album cresce, imperterrito, come a voler sfatare i continui rimproveri sulla scena satura e che non sa, non osa proporre nulla di nuovo.
Questo disco non scivola via, rimane ben impresso con melodie che citano un Metal più classicheggiante, ma riproposto talmente bene in chiave moderna che risulta estremamente efficace, donando freschezza all'ascolto come fanno le pale del mio ventilatore nella calura della stanza. Il rituale appunto, riesce alla grande tra ritmiche massicce, assoli quasi autoironici ma consapevoli, e voce taglientissima. Sembra proprio che non vogliano prendersi sul serio questi simpatici 5 ragazzi, ironizzando sottilmente su quanto ha a che fare con il mondo di Satana, sia con la musica che con i testi, che sembrano quasi scritti solo per poter pronunciare parole strafighe come "Necrosphere". L'utilizzo di questo tema da una costruzione all'intera produzione, trasformandolo in un prodotto musicale a 360° e a livello sonoro il disco respira, con una produzione non ultrapompata che permette ai Black Dahlia di darci dentro, saturando ogni frequenza disponibile con la loro tecnica paurosa. Da segnalare, la totale assenza di Breakdowns, del resto sono sempre stati meno –core e più death.

Insomma se paragoniamo il deathcore odierno al caldo estivo, il disco dei BDM è una giornata al mare, tra la sabbia, il sapore di sale e gli ombrelloni: esaltante e rinfrescante.

                                                                                                                               (BoredToCore)




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