giovedì 23 giugno 2011

Buckaduzz - "The Big Slow EP" (2010)

Quattro ragazzi norvegesi convergono nello stesso punto della desolazione terracquea per darne un ritratto significativo.

Lo fanno dall'A.D. 2008 e il loro nome, per quanto ilare possa suonarvi, è Buckaduzz. Aldilà della consueta curiosità per il monicker, gli scandinavi sapranno dimostrarvi che la fantasia che posseggono non è esclusivamente linguistica. A loro detta i tre pezzi che vanno a comporre il mosaico sonoro di "The Big Slow" sono quanto potremmo chiamare una sorta di "blues abissale". Se la definizione calzi o meno toccherà naturalmente a voi deciderlo, ma non prima dell'ascolto di questo loro EP d'esordio. Il lavoro stilistico si dimostra saggiamente improntato a bilanciare i momenti di quiete e tempesta tipici del genere in questione: affianco a coinvolgenti bordate stoner-rock potremo trovare i consueti, onirici rallentamenti groovy. Il tutto condito da tonnellate di sano, caldo e avvolgente fuzz. Non rimane che ascoltare e aspettare ulteriori sviluppi; li aspettiamo: scivolare tra le braccia di Morfeo qui è uno spasso.

De-Bore!


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Boredrome!

In sala d'attesa ci si annoia: c'è chi fatica a salutare, chi dondola su sé stesso scandendo i secondi persi e chi tempesta di nervosa empatia l'ultimo arrivato. Le riviste, solitamente, fanno Schifo. Ecco perché indossiamo le cuffiette. Farsi cullare dal suono è in fondo un buon modo per dimenticarsi che dal dottore, prima o poi, ci finiamo tutti.

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Adfrì

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