sabato 25 giugno 2011
Go It Alone - "Histories" (2007)
Capita anche alla veneranda età di vent'anni di sentire quel bisogno di bruciare i tempi, perdersi in un bagno di sudore per osservare soddisfatti la strada percorsa. Certe giornate, effettivamente, sembrano essere costruite apposta perché siano slittate velocemente, il più rapidamente possibile. Meglio l'insipido ricordo d'esse, che la consapevolezza d'averle vissute pienamente. L'oblio è analgesico.
La mia pillola d'oblìo del giorno è questo concentrato di veloce, grattato e ben composto hardcore punk. Recuperato dalla sacca dei dischi da troppo in standby, giunge con provvidenziale puntualità a scandire i minuti di quest'infame giornata. E lo fa il più velocemente possibile. Go It Alone è un progetto morto da qualche anno ormai, con base a Vancouver: Canada. La provenienza, va da sé, è tutt'altro che fondamentale in questi casi: la qualità non ha fissa dimora e i nostri hanno avuto modo di girare parecchio, prima di appendere la rabbia al chiodo. La musica che compongono questi ragazzi canadesi, come già anticipato, è un hardcore veloce e ben bilanciato; a rendere però più interessante la miscela è un fraseggio di chitarre dai toni a corrente alternata, in grado di portare sopra il comune livello ciò che sostanzialmente rimane dell'ottimo revival youth crew. E' innegabile: "Histories", datato 2007, trae spunti e origine dal lavoro che bands come i Battery avevano già impostato nei primi 90s. Resta da capire perché, quindi, citare un disco che nonostante la bontà rappresenti un "già detto". Innanzitutto perché ci sono poche uscite d'ambito in grado di vantare la stessa attitudine all'introspezione dei muscisti in questione: non è poco, ora che l'intera sottocultura in questione ha perso la sua aura d'impegno e sentimento, cosa che fondamentalmente la contraddistingueva agli esordi. In secondo luogo perché non sono molti i dischi, in un insieme chiuso come quello in questione, a dimostrare una solidità del genere. L'invito a questo punto è di dare un'occhiata al vostro stereo, sorridergli e promettere che questo disco sarà presto inserito nell'apposito vano: sempre che non abbiate già cliccato l'apposito link sottostante.
La mia pillola d'oblìo del giorno è questo concentrato di veloce, grattato e ben composto hardcore punk. Recuperato dalla sacca dei dischi da troppo in standby, giunge con provvidenziale puntualità a scandire i minuti di quest'infame giornata. E lo fa il più velocemente possibile. Go It Alone è un progetto morto da qualche anno ormai, con base a Vancouver: Canada. La provenienza, va da sé, è tutt'altro che fondamentale in questi casi: la qualità non ha fissa dimora e i nostri hanno avuto modo di girare parecchio, prima di appendere la rabbia al chiodo. La musica che compongono questi ragazzi canadesi, come già anticipato, è un hardcore veloce e ben bilanciato; a rendere però più interessante la miscela è un fraseggio di chitarre dai toni a corrente alternata, in grado di portare sopra il comune livello ciò che sostanzialmente rimane dell'ottimo revival youth crew. E' innegabile: "Histories", datato 2007, trae spunti e origine dal lavoro che bands come i Battery avevano già impostato nei primi 90s. Resta da capire perché, quindi, citare un disco che nonostante la bontà rappresenti un "già detto". Innanzitutto perché ci sono poche uscite d'ambito in grado di vantare la stessa attitudine all'introspezione dei muscisti in questione: non è poco, ora che l'intera sottocultura in questione ha perso la sua aura d'impegno e sentimento, cosa che fondamentalmente la contraddistingueva agli esordi. In secondo luogo perché non sono molti i dischi, in un insieme chiuso come quello in questione, a dimostrare una solidità del genere. L'invito a questo punto è di dare un'occhiata al vostro stereo, sorridergli e promettere che questo disco sarà presto inserito nell'apposito vano: sempre che non abbiate già cliccato l'apposito link sottostante.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Boredrome!
In sala d'attesa ci si annoia: c'è chi fatica a salutare, chi dondola su sé stesso scandendo i secondi persi e chi tempesta di nervosa empatia l'ultimo arrivato. Le riviste, solitamente, fanno Schifo. Ecco perché indossiamo le cuffiette. Farsi cullare dal suono è in fondo un buon modo per dimenticarsi che dal dottore, prima o poi, ci finiamo tutti.
______________
Quel che troverete postato e/o recensito su questo blog è tutto fuorché frutto di uno sforzo remunerato. Inutile aggiungere che qualsiasi materiale disponibile al download non sia legato ad un nostro upload.
Supportate gli artisti in questione.
Amen.
______________
Quel che troverete postato e/o recensito su questo blog è tutto fuorché frutto di uno sforzo remunerato. Inutile aggiungere che qualsiasi materiale disponibile al download non sia legato ad un nostro upload.
Supportate gli artisti in questione.
Amen.
Blog Archive
- 2012 (6)
-
2011
(27)
- dicembre(4)
- novembre(5)
- ottobre(3)
- settembre(1)
- agosto(2)
- luglio(4)
-
giugno(8)
- Go It Alone - "Histories" (2007)
- The Black Dahlia Murder – “Ritual” (2011)
- La Piovra - "The First Discovered Treasures" (2007)
- How To Destroy Angels - "S/t EP" (2010)
- Buckaduzz - "The Big Slow EP" (2010)
- Outrage - "Savior EP" (2008)
- Straight On Target - "Mediocritas EP" (2011)
- Le Scimmie - "Dromomania" (2011)
Lettori fissi
Powered by Blogger.
Archivio blog
-
▼
2011
(27)
-
▼
giugno
(8)
- Go It Alone - "Histories" (2007)
- The Black Dahlia Murder – “Ritual” (2011)
- La Piovra - "The First Discovered Treasures" (2007)
- How To Destroy Angels - "S/t EP" (2010)
- Buckaduzz - "The Big Slow EP" (2010)
- Outrage - "Savior EP" (2008)
- Straight On Target - "Mediocritas EP" (2011)
- Le Scimmie - "Dromomania" (2011)
-
▼
giugno
(8)


0 commenti:
Posta un commento